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Che ne dici di essere gentile?

Che ne dici di essere gentile?
Perché è sicuramente efficace il mondo veloce, quello del:
avanti il prossimo, del muoviamoci, organizziamoci, sbrighiamoci .
Perché sarà efficace usare strategie, tecniche ninja e business plan per correre di più e farlo meglio ma, che ne dici di essere gentile?
Perché ho la sensazione che dietro a tutta questa efficenza, questa perfezione di non sbagliare mai, di raggiungere gli obiettivi, di fare sempre più business e farlo sempre meglio degli altri ci stiamo un po’ perdendo.
Dov’è finito il “ciao come stai?”, gentile e sincero, quando facciamo una telefonata di lavoro?
E salutare il vicino di casa anche quando andiamo di fretta e siamo pieni di pacchi della spesa?
E prendere per mano il tuo compagno/a abbracciarlo, coccolarlo, farlo sentire[sul serio] la persona più bella del mondo.
Quella che hai scelto in mezzo a tante altre, quella che vuoi, quella che ami veder sorridere?


Non è forse gentilezza questa?
E che ne dici di portargli il caffè al letto?

Prendere cinque minuti per il NOI, un attimo di intimità di coppia prima di perdersi nel caos delle tipiche giornate di lavoro moderne.

E’ un atto gentile. E nobile.


E chiamare quell’amico che non senti da un po’, scrivere una lettera, un messaggio per dire solo buongiorno…non è forse gentile?
Perché se è vero che tutto, oggi, va ad alte velocità, la gentilezza ha ancora bisogno di calma.
Perché ‪#‎gentile‬ è chi ti legge negli occhi e abbassa lo sguardo mentre sorride.


#Gentile è chi ti sfiora con le parole.


E per sfiorare leggere sorridere, c’è bisogno di tempo.
Amo i ‪#‎fortemente‬ gentili.
Perché sono capaci di innescare grandi cambiamenti, di rendere tutto più fattibile.
Amo i fortemente gentili perché sono contagiosi.
Congruenti e dolci.
E dimmi, cosa c’è di più efficiente di una persona gentile?
“Solo” una persona gentile.